Obblighi di legge

192/05, 311/06: gli obblighi di manutenzione non cambiano!

“Manutenzione caldaia ogni 4 anni!”, “Liberi dall’inutile obbligo di pulire la caldaia ogni anno”. Più o meno da settembre 2005 fino ai primi mesi del 2006 erano questi i concetti che circolavano. Sembrava infatti che il D. Lgs.192/05 (interpretato molto malamente) spostasse l’obbligo di manutenzione delle caldaie da 1 volta all’anno a 1 volta ogni 4 anni. Niente di più falso ma tanto bastò perché qualcuno cominciasse a chiamare i nostri uffici dicendo “io la faccio ogni 4 anni come dice la legge!”.

Con il D.Lgs. 311/06 che integra e corregge il “vecchio” 192/05 alcune cose sono state chiarite: innanzitutto la manutenzione annuale. Per lo più rimane tale, in quanto l’obbligo di manutenzione deve essere specificato o dall’installatore o sul libretto di istruzioni della caldaia. Non ci sono altri modi per saper quando fare la manutenzione (il controllo di funzionamento e pulizia della caldaia). Va da sé che praticamente tutti i produttori lo prescrivono annuale (sarebbe troppo rischioso un controllo ogni 2 anni!!!).

Altro discorso è l’analisi dei fumi di combustione: in questo caso la legge dice che, in assenza di specifici regolamenti locali (regolamenti Comunali, Regionali o Provinciali), l’analisi di combustione per caldaie nuove viene fatta ogni 4 anni per i primi 8 anni di vita e poi diventa biennale. Rimane obbligatoria biennale per tutte le altre caldaie (con potenzialità inferiore ai 35 kW).

In definitiva vengono smentite tutte quelle voci diffuse erroneamente da associazioni di consumatori e altre istituzioni che avrebbero suffragato un ritorno a minori controlli e maggior insicurezza. Tutto perché giudicano superfluo controllare la caldaia ogni anno. Eppure in molti casi farlo (perché alcuni non lo fanno nonostante l’obbligo) avrebbe fatto risparmiare molto denaro.

È innegabile, invece, che fare un controllo -con pulizia- annuale della caldaia comporti una verifica innanzitutto della sicurezza del nostro apparato. Facciamo un esempio pratico: un cliente con nuova caldaia a condensazione di una nota marca non fa la manutenzione da 3 anni; chiama, chiede di farla e di verificare perché ‘ultimamente’ la caldaia perde un po’ d’acqua. Risultato: per un difetto di fabbrica (al quale avremmo potuto porre rimedio entro il primo anno senza alcuna spesa da parte del cliente) le guarnizioni a tenuta stagna del bruciatore a condensazione non hanno retto, disperdendo la condensa acida nel corpo caldaia e arrugginendo tutte le tubature interne!!!

Ci sono anche altri casi, meno estremi, che comunque hanno portato a malfunzionamenti con sostituzioni aggravanti della spesa sulla manutenzione e che sicuramente hanno aggravato la spesa relativa ai consumi (una caldaia malfunzionante consuma di più!).

In definitiva, bisogna smettere di pensare alla caldaia come qualcosa di accessorio e ininfluente: nelle caldaie circola GAS esplosivo ed un controllo periodico può solo che aumentare la nostra sicurezza e diminuire i consumi.